{"id":1112,"date":"2021-03-15T17:51:11","date_gmt":"2021-03-15T17:51:11","guid":{"rendered":"https:\/\/iacma.com\/?p=1112"},"modified":"2021-03-15T17:51:11","modified_gmt":"2021-03-15T17:51:11","slug":"choy-lee-fut-storia-e-tradizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iacma.com\/index.php\/2021\/03\/15\/choy-lee-fut-storia-e-tradizioni\/","title":{"rendered":"Choy Lee Fut: storia e tradizioni"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Brevi cenni sul periodo storico e le origini del tempio shao lin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Mappa-Shaolin.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1115\" width=\"246\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Mappa-Shaolin.jpg 492w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Mappa-Shaolin-190x300.jpg 190w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Mappa-Shaolin-447x705.jpg 447w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il convento di Siu Lam aveva avuto una storia molto particolare.<br>Nel 1844, una rivolta guidata da un nobile Li Zi-Cheng e da un generale \u201cWu San-Gui, aveva portato alla deposizione dell\u2019ultimo imperatore Ming, Chong Zheng, che pose fine ai suoi giorni impiccandosi nella \u201ccitt\u00e0 proibita\u201d. Pi\u00f9 tardi i capi degl\u2019insorti entrarono in contrasto per motivi privati, forse per il possesso di una concubina. Uscito sconfitto dalla contesa, Wu San-Gui decise di consegnarsi con le sue truppe agli alleati Manci\u00f9, che avevano sostenuto i ribelli contro i Ming. I Manci\u00f9, popolo siberiano di stirpi Tungusa, avevano, tempo addietro, fondato un potente stato, la manciuria, nelle attuali province cinesi di Hei Long-Jiang, Ji-Lin e Liao-Ning. Forti di un esercito ben organizzato, conservavano, per\u00f2, costumanze brutali ed arretrate. da sempre anelavano alla conquista della Cina e l\u2019inaspettato aiuto promesso loro da Wu San-Gui, rappresent\u00f2 l\u2019occasione per realizzare il progetto d\u2019invasione. Infatti, liquidato Li Zi-Cheng, sul trono cinese fu posto l\u2019imperatore della Manciuria, Ai-Sin Gio-ro Fu Lin, che, all\u2019epoca aveva solo sette anni; il potere effettivo pass\u00f2 allo zio del sovrano, l\u2019energico Dor-Gon. S\u2019inaugurava per la Cina, l\u2019epoca della dominazione Mancase, che sotto la dinastia \u201cQing\u201d, dur\u00f2 fino al 1912.<br>I Manci\u00f9 imposero ai loro sudditi cinesi non soltanto leggi durissime e fortemente discriminative sul piano etnico (ai cinesi veniva, di fatto, impedito l\u2019accesso alle cariche pubbliche), ma anche un insieme di usanze barbare che sprofondarono l\u2019ex impero Ming nelle tenebre del medioevo, dopo secoli di splendida civilt\u00e0. I Qing tentarono, anzi, di far scomparire il ricordo stesso della Cina: incoraggiarono l\u2019uso della lingua mancese, imposero l\u2019uso della pettinatura (il celebre codino pendente dal cranio rasato) e degli abiti tradizionali del loro popolo, reintrodussero feroci usanze delle genti mongole, come la famigerata fasciatura con la quale si deformavano i piedi alle neonate. la politica interna, debole e dissennata, port\u00f2 l\u2019impero ad una pesante crisi economica, che condusse allo spopolamento delle campagne, ad un altissimo tasso di disoccupazione ed alla comparsa di potenti organizzazioni malavitose. Per aggravare il quadro generale, frequenti guerre e disastrose calamit\u00e0 naturali funestarono la Cina d\u2019allora.<br>Come conseguenza a tale stato di cose, sorsero, tra i sudditi cinesi, movimenti clandestini di resistenza, dapprima concentrati nel Nord dell\u2019Impero. Molte societ\u00e0 segrete, come \u201cla sciarpa rossa\u201d, \u201cil grande pugnale\u201d, \u201cgli otto trigrammi\u201d ed i \u201cboxers\u201d famosi per l\u2019omonima rivolta culminata nei \u201c55 giorni di Pechino\u201d, facevano capo alla potentissima organizzazione del \u201cloto bianco\u201d, che a sua volta, si appoggiava ai monaci Shao Lin. <br>Il monastero di Shao Lin, fondato dall\u2019imperatore Xiao Wen, nel 495 d.c., sorse sul monte Song, \u201cl\u2019ombelico del mondo\u201d, nell\u2019odierna provincia dello Henan. Creato come centro per la traduzione di testi sacri buddisti, fu sotto la direzione del semileggendario Bodhidarma (Ta Mo per i cinesi)(VI\u00b0 secolo d.c.), la culla del buddismo Chan (Zen). Importante museo di cospicue opere d\u2019arte, il monastero \u00e8 fin d\u2019almeno l\u2019epoca tang (618 -907 d.c.) celeberrimo per l\u2019abilit\u00e0 dei suoi bonzi nelle arti marziali. Sotto i Qing, ai monaci venne severamente vietata la pratica delle arti marziali, ma i religiosi, impegnati a sostenere i ribelli, continuarono ad addestrarsi in segreto.<br>Alcuni bonzi di Shao Lin si trasferirono nella provincia meridionale di Fu Jian, che, difesa da un ex generale Ming, Chen Zhen-Gong, ancora resisteva ai Manci\u00f9. Col\u00e0 giunti, edificarono, in localit\u00e0 di difficile accesso, un monastero fortificato, che chiamarono \u201cSiu Lam\u201d (termine, che nel dialetto cantonese della Cina del Sud, corrispondeva a Shao Lin, propriamente detto in lingua \u201cPinin\u201d). Qu\u00ec si diedero ad insegnare le arti marziali a quanti desideravano combattere la dinastia straniera e usurpatrice. Per occultare le loro attivit\u00e0, i monaci obbligavano i loro allievi a rasarsi il cranio e vestire come bonzi. La lotta contro i Manci\u00f9 si protrasse finch\u00e8 sul trono sal\u00ec il terzo imperatore Qing, Kangxi. Coltissimo valoroso e giusto, il nuovo sovrano si concili\u00f2 la simpatia degli stessi cinesi sottomessi.<br>Durante la guerra contro i tibetani eleuti, Kangxi ottenne, addirittura, la collaborazione dei monaci di Siu Lam. ma il valore guerriero dei bonzi insospett\u00ec due dignitari Manci\u00f9, che indussero l\u2019imperatore ad espugnare il convento ed a sterminare gli abitanti. La battaglia contro i monaci di Siu Lam fu vinta dalle truppe imperiali con l\u2019ausilio di un bonzo traditore, chiamato dalla tradizione \u201cil numero sette\u201d perch\u00e8 era il settimo della gerarchia nel pugilato. Cinque monaci, tuttavia, sfuggirono all\u2019eccidio, dopo una fuga davvero avventurosa. Fomentate, senza successo, alcune rivolte, essi decisero di separarsi, fondando, ciascuno, una particolare scuola di arti marziali, col proposito di creare un metodo di combattimento con cui vendicarsi del \u201cnumero sette\u201d e dei Manci\u00f9.<br>Chi Shin, che a Siu Lam era stato maestro di meditazione, preserv\u00f2 il sistema di pugilato praticato al convento. Nascosto sulla giunca di una compagnia di attori, foment\u00f2 rivolte in ogni localit\u00e0 in cui si trov\u00f2 a soggiornare. Il suo metodo di Kung Fu, oggi, \u00e8 noto come Siu Lam, in cina, e Thiu Lam in Vietnam.<br>Allievi di Chi Shin furono Hung Hee-Gung, fondatore dello stile \u201cHung Gar\u201d e F\u00f6ng Sai Yuk, ideatore dello Hung Kuen. Questi due metodi di Kung Fu, assai simili fra loro, vengono spesso, ritenuti espressioni tra le pi\u00f9 pure dell\u2019antico sistema di Siu Lam.<br>Alla monaca Ng Mui, esperta dello stile Mui Fa Chuan si attribuisce la creazione dei fondamenti pugilistici che permisero alla sua allieva, Yim Wing Chun, di elaborare il metodo Wing Chun, ancora oggi considerato tra i pi\u00f9 efficaci sistemi di combattimento marziale cinesi.<br>Miu Hin, un altro dei superstiti di Siu Lam, forse un servitore, preserv\u00f2 le tecniche di combattimento con i \u201cbart jarm dao\u201d, o coltelli degli otto tagli. Queste armi sono pesanti mannaie con un robusto guardameno, che funge anche da tirapugni, ed uncino in corrispondenza dell\u2019elsa, utilizzato per afferrare e spezzare le armi degli avversari.<br>Il caratteristico nome delle lame, deriva dal fatto che otto erano i principali bersagli che, con esse, si colpivano.<br>I bart jarm dao sono particolarmente utilizzati nelle scuole di Wing Chun, Choy Lee Fut ed Hung Gar, ma si ritrovano anche in altri stili di kung fu.<br>Tra i reduci di Siu Lam v\u2019erano due taoisti, Fun ToTak e Pak Mei. Quest\u2019ultimo cre\u00f2 il Pak Mei Pai, uno stile di Kung Fu, che per quanto sia tradizionalmente annoverato fra le due arti marziai di Siu Lam, \u00e8, in effetti, un arte di combattimento taoista. Molto aggressiva, la scuola Pak Mei, utilizza, come sua caratteristica arma, il tridente per la caccia alla tigre.<br>I cinque monaci di Siu Lam vengono, inoltre, ritenuti i fondatori della \u201ctriade\u201d o \u201clega di Hung\u201d (Hung Cha), una societ\u00e0 segreta, violentemente ostile ai Manci\u00f9. Organizzatissimi, spietati, fedeli al proprio codice d\u2019onore fino all\u2019estremo sacrificio, i membri della triade, sostentandosi con attivit\u00e0 malavitose condotte ai danni degli invasori, diressero un numero veramente cospicuo di rivolte. Tra loro, gli adepti della societ\u00e0 clandestina stipulavano un patto di fraterna amicizia nel momento stesso in cui, nel corso della sontuosa cerimonia d\u2019inizazione, sottoscrivevano ai rituali \u201ctrentasei giuramenti\u201d. Un linguaggio criptico, assai colorito, insieme a particolari gesti, documenti e capi d\u2019abbigliamento, permettevano il reciproco riconoscimento fra gli affiliati di \u201clogge\u201d diverse della stessa triade. Ciascun gruppo di ribelli possedeva, al suo interno, una gerarchia strutturata in nove livelli, dal pi\u00f9 basso (informatore) al pi\u00f9 alto (dragone o capo della loggia).<br>Tutti gli affiliati alla societ\u00e0 segreta venivano addestrati alle arti marziali. L\u2019insegnamento del Kung Fu agli adepti della triade veniva affidato ad un esperto maestro d\u2019armi, che riceveva il titolo onorifico di \u201cbrandello rosso\u201d o \u201cbandiera azzurra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cenni storici sulla nascita dello stile Choy Lee Fut<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Callig-Cailifo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1116\" width=\"318\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Callig-Cailifo.jpg 318w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Callig-Cailifo-300x149.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Lo stile Choy Lee Fut fu fondato nel 1836 dal Gran Maestro \u201cChan Heon Cung\u201d.<br>Chan Heon, naque a King Mui nel 1808, un villaggio facente parte dell\u2019area di \u201cAi Sai\u201d a sua volta appartenente al distretto di San Wui Yun. La sua famiglia contava membri anche in altri quattro paesi intorno a Canton, zona gi\u00e0 famosa per la tradizione marziale che si tramandava dalla dinastia \u201cSung (960 &#8211; 1280 d.c.). <br>In quel periodo l\u2019area di \u201cAi Sai\u201d era divisa in ventisei villaggi, i cui abitanti erano ripartiti in gruppi, meglio definiti come \u201cclan\u201d, dai quali prendevano il nome, come ad esempio: Chan, Lee, Cheong, Wong, Ho, Lok, Ching, Yeong ecc.<br>Il \u201cclan\u201d dei Chan era partericolarmente prosperoso ed i suoi componenti risiedevano in 5 villaggi, uno dei quali appunto era appunto King Mui.<br>A sette anni, Chan Heon si trasfer\u00ec a casa di suo \u201czio\u201d (personaggio politico di spicco del villaggio) Chan Yuen Wu.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"201\" height=\"251\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Chan-Heon-Fondatore-CLF.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1117\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo era un esperto di Fat Gar, uno stile di Kung Fu creato dai monaci del famoso monastero Shao Lin ed ampiamente diffuso nella regione del Sud. Chan Heon si appassion\u00f2 subito a quest\u2019arte marziale, tanto pi\u00f9 ch\u2019essa si confaceva al suo carattere turbolento. A diciassette anni, egli non trovava pi\u00f9 rivali tra i pugili che abitavano nei dintorni. Ma, con la sua indole irrequieta, il ragazzo rischi\u00f2, in pi\u00f9 occasioni, di cacciarsi nei guai con la giustizia. Insofferente delle prevaricazioni esercitate dai prepotenti, si trovava, spesso coinvolto in litigiosi intrighi. Le sue imprese divennero lo spasso dei concittadini, ma, alla lunga, finirono per infastidire la gente del suo clan ed impensierire il tutore.<br>A questo punto, Chan Yuen Wu ricorse ad un sistema drastico: affid\u00f2 il nipote ad uno stimato mercante di nome Lee Yau San. Questi, responsabile dei dodici clan situati nell\u2019area di Ai Sai, avvalendosi di una forte influenza politica, era in segreto a capo della setta segreta e antigovernativa conosciuta come \u201ctriade\u201d. <br>Garantendo per il giovane, Chan Yuen Wu si raccomand\u00f2 con l\u2019amico e maestro Lee di ostacolare la pratica delle arti marziali di Chan Heon inducendo quest\u2019ultimo a dedicarsi alla sua formazione commerciale. Ma ben presto, Chan Heon riprese ad agire impulsivamente, a dispetto dei sensati consigli del suo nuovo tutore. Anzi prese addirittura ad osteggiare le autorit\u00e0 mancesi, creando pi\u00f9 volte situazioni compromettenti e pericolose, per la posizione politica di Lee Yau San. Pi\u00f9 tardi scopr\u00ec che Lee Yau San era stato a suo tempo istruttore interno nel monastero dell\u2019ordine Shao Lin nel Fat San, cos\u00ec tanto insistette che il mercante pur riluttante, dovette accettarlo come allievo.<br>Chan Heon in tutto segreto venne addestrato dal maestro con la promessa di sottostare a determinate condizioni e restrizioni. Il giovane che pur frenando i propri entusiasmi progrediva fulmineamente accattivandosi la simpatia del suo tutore e maestro, all\u2019et\u00e0 di vent\u2019anni si era impossessato del suo sapere marziale nello stile \u201cLee Gar C\u00fcn\u201d (stile anche questo derivante dalla scuola Shao-Lin). <br>Essendo ormai un dato di fatto che tutti gli esperti di \u201cFat Ka\u201d, come coloro che praticavano un\u2019arte marziale derivata da quella di \u201cSiu Lam\u201d (Shao Lin), fossero in qualche modo implicati con la \u201ctriade\u201d, gli eventi portarono anche Chan Heon, giovanissimo, ad entrare a fare parte della societ\u00e0 segreta.<br>In conseguenza a ci\u00f2 e per l\u2019incolumit\u00e0 di entrambi, Lee Yau San decise che Chan Heon dovesse lasciare la propria dimora per fare perdere le sue tracce per qualche tempo. In tal senso lo invi\u00f2 alla ricerca di un monaco, suo conoscente, che avrebbe certamente dato rifugio al giovane.<br>Venuto a contatto con il \u201cbonzo\u201d Choy Fok, depositario dell\u2019originale sistema di combattimento praticato a Shao Lin, Chan Heon pot\u00e8 ulteriormente completare la sua preparazione nelle arti marziali. Sul monte Lou Fu, dove il religioso si trovava in ritiro segreto, Chan Heon apprese tutti i segreti del pugilato Shao Lin; in particolare, fu iniziato alle tecniche respiratorie dei monaci, che raggruppate in quattro sequenze di esercizi, costituivano l\u2019arte del \u201cLo-Han Qi Gong\u201d (rafforzamento dell\u2019energia vitale dei discepoli di Budda).<br>Ormai esperto combattente, durante un allenamento, il ragazzo ebbe una intuizione che gli permise di migliorare il suo Kung Fu. Perplesso sull\u2019antica teoria che prediligeva il singolo colpo risolutore e dalla solida elasticit\u00e0 delle posizioni tramandata dai monaci del tempio di Shao Lin, egli cominci\u00f2 ad elaborare con intuizione il concetto denominato \u201clin uan\u201d, (rapidit\u00e0 consecutiva d\u2019azione combinata con l\u2019estrema mobilit\u00e0 negli spostamenti); che in seguito si sarebbe rivelato straordinariamente sconvolgente.<br>Illustrata la sua personale intuizione al proprio maestro Chan Heon sbalord\u00ec a tal punto il monaco che questi volle egli stesso collaborare all\u2019applicazione del nuovo concetto. <br>Raggiunto l\u2019apice della sua preparazione Chan Heon si concentr\u00f2 quindi, su volere della sua guida all\u2019approfondimento spirituale per mezzo degli insegnamenti filosofo-religiosi del buddismo \u201cchan\u201d. L\u2019insieme delle conoscenze cos\u00ec acquisite matur\u00f2 definitivamente il discepolo che all\u2019et\u00e0 di ventisette anni lasci\u00f2 definitivamente il \u201cbonzo\u201d in qualit\u00e0 di maestro, per ritornare al suo villaggio d\u2019origine.<br>Ed anche se nel 1836 fond\u00f2 ufficialmente il suo sistema, per altri tre anni lavor\u00f2 assiduamente per perfezionarlo. Ben presto, Chan Heon fu consapevole di avere creato un nuovo sistema di combattimento, ma, come era tradizione nelle arti marziali cinesi, umilmente, non se ne attribu\u00ec il merito. Decise, infatti, di chiamare il suo Kung Fu commemorando i nomi dei propri maestri. Era nato il \u201cFat Ca\u201d di Lee Yau san e Choy Fok\u201d, ovvero il Choy Lee Fut.<br>Chan Heon perfezion\u00f2 ulteriormente la sua creazione aggiungendo ai tradizionali colpi del pugilato Shao Lin il suo particolare tipo di pugno a \u201cfreccia\u201d; un colpo portato con le nocche della seconda falange articolare della mano, che in seguito, dalle generazioni che successero al fondatore, venne contraddistinto come \u201cChan Heon choy\u201d, appunto il pugno di Chan Heon.<br>La sua precedente teoria, si conceretizz\u00f2 ulteriormente ed il suo concetto di fondere l\u2019attacco e la difesa in un singolo gesto, super\u00f2 l\u2019idea della parata come opposizione di forze, a favore, invece di: schivate, colpi d\u2019anticipo e d\u2019incontro, movenze dinamiche e serrate, senza soluzione di continuit\u00e0. <br>Ne risult\u00f2 un sistema di combattimento veloce, pratico ed aggressivo, caratterizzato da un apparenza estremamente fluida che celava la reale, enorme, potenza delle tecniche. <br>Sempre pi\u00f9 coinvolto nella lotta contro i Manci\u00f9, Chan Heon, grazie alle sue doti di carattere ed alla sua fama di abile combattente, fu designato a coordinare le attivit\u00e0 sovversive di dodici gruppi familiari aderenti alla Triade. In seguito, il giovane raggiunse addirittura il grado di \u201cdragone\u201d della sua loggia d\u2019appartenenza.<br>La sua sete di sapere non si arrest\u00f2 mai e il suo stile crebbe ulteriormente, allorch\u00e8 applic\u00f2 alcuni principi teorici derivati dal suo desiderio di approfondimento filosofico, che lo avvicin\u00f2 al \u201cTaoismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichino-armi-lunghe.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1118\" width=\"267\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichino-armi-lunghe.jpg 533w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichino-armi-lunghe-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>Chan Heon apr\u00ec la sua prima scuola per insegnare il nuovo stile nel tempio del suo villaggio. Il suo Choy Lee Fut si diffusse ben presto in tutta la Cina meridionale. Ma fatti come, la guerra dell\u2019oppio prima, conclusasi con la sconfitta dell\u2019esercito cinese nel 1842, e le continue lotte interne per la destabilizzazione del potere usurpatore \u201cQing\u201d, interruppero l\u2019espansione della scuola ,cos\u00ec compromessa con il \u201cTai Ping Tien Kuo\u201d, il movimento secessionista, che si opponeva al governo in carica in alleanza ai movimenti segreti della triade e guidato da \u201cHung Siu Cheun\u201d. Alla sconfitta di quest\u2019ultimo avvenuta nel 1864, troppo esposto egli stesso come pure la sua scuola, Chan Heon e la sua famiglia espatri\u00f2, per recarsi negli Stati Uniti, dove risiedette per alcuni anni in tutta segretezza. Fece ritorno al suo paese di origine dopo quattro anni e pot\u00e8 constatare, con suo grande entusiasmo, che la superba abilit\u00e0 dei suoi esponenti aveva reso il Choy Lee Fut ben noto anche nella Cina del Nord. Qu\u00ec, la scuola era nota con il nome di \u201cTzai Li Fo\u201d (nel linguaggio \u201cpinin\u201d).<br>Per molto tempo ancora, il Choy Lee Fut rest\u00f2 legato alle societ\u00e0 segrete. La grande cautela dei praticanti di questo particolare stile di Kung Fu nel riconoscersi a vicenda , \u00e8 testimoniato, ancora oggi, da particolari monosillabi pronunciati dai pugili durante gli esercizi, che un tempo costituivano una sorta di parola d\u2019ordine.<br>L\u2019influsso della societ\u00e0 segreta sul Kung fu di Chan Heon traspare sotto diversi aspetti. Per esempio, i complicati gesti rituali con i quali, all\u2019inizio degli esercizi, si rende onore alla memoria dei maestri progenitori dello stile, richiamano i segni di riconoscimento in uso presso gli adepti della triade.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"226\" height=\"223\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichini-vari.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1119\" srcset=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichini-vari.jpg 226w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichini-vari-80x80.jpg 80w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Manichini-vari-36x36.jpg 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>Attualmente il Choy Lee Fut si distingue in tre ramificazioni, delle quali due sono le pi\u00f9 diffuse. Di queste ultime, l\u2019una \u00e8 denominata con l\u2019appellativo \u201chung shing\u201d e l\u2019altra \u201cpak shing\u201d.<br>Lo \u201chung shing Choy Lee Fut\u201d \u00e8 la versione originale dello stile, trasmessa di generazione in generazione tal quale il fondatore l\u2019aveva strutturata. Comprende oltre cento quaranta esercizi di \u201cforma\u201d (sequenze di tecniche simulanti un combattimento ipotetico contro pi\u00f9 avversari da eseguirsi singolarmente), nonch\u00e8 le serie di assalti a difese convenzionali, per l\u2019allenamento in coppia, il maneggio di numerose armi bianche, l\u2019addestramento con l\u2019ausilio di particolari manichini ed, infine, i sistemi tradizionali di respirazione e condizionamento fisico.<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tam-Sam.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1120\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il \u201cpak shing Choy Lee Fut\u201d \u00e8 opera del maestro \u201cTam Sam\u201d, un allievo di Jeong Jim a sua volta, discepolo diretto di \u201cChan Kun Pak (primogenito di Chan Heon) ed istruttore inviato in \u201cFat San\u201d, provincia del Sud-Est a diffondere lo stile. Tam Sam, che per la sua straordinaria abilit\u00e0 in combattimento si era guadagnato l\u2019appellativo di \u201csam sao\u201d, la mano magica era particolarmente impegnato nelle cattivit\u00e0 sovversive contro i Manchu, egli addestrava i giovani patrioti nelle arti marziali. Allo scopo di rendere pi\u00f9 breve e pi\u00f9 proficuo il tirocinio dei propri allievi, Tam Sam sempilific\u00f2 il programma di addestramento originale del Choy Lee Fut, creando esercizi e tecniche raffinate e concise. L\u2019interesse principale del suo sistema di addestramento era focalizzato all\u2019autodifesa e le sue strategie evolutissime, rispondevano perfettamente alle esigenze del periodo belligerante. Alla sua morte avvenuta a causa di un agguato, i suoi allievi perseverando nell\u2019addestramento e la causa, in memoria del loro maestro accreditarono ad egli stesso la paternit\u00e0 di glorie e meriti. Questi furono tali, che le generazioni successive attribuirono a Tam Sam, addirittura la paternit\u00e0 dello stile.<br>La terza ramificazione dello stile Choy Lee Fut, denominata \u201cH\u00fcng Shing\u201d, ebbe luogo con l\u2019avvento della seconda generazione, quest\u2019ultima branca dello stile non discorda molto, tecnicamente e programmaticamente, dalla prima ed omonima.<br>Tutte le scuole di Kung Fu, accanto alle tecniche di combattimento a mani nude, prevedono l\u2019addestramento al maneggio di armi bianche. Tra queste ultime, alcune, come le lance, le spade, le sciabole e le mazze ferrate, derivano da quelle in uso presso gli eserciti antichi. Molte di tali armi hanno origini nobili; per esempio, il bastone snodato a tre sezioni fu ideato dall\u2019imperatore Tai Zu, fondatore della dinastia \u201cSong\u201d (960 &#8211; 1279 d.c.), mentre l\u2019alabarda \u201cquan tao\u201d venne creata dal duca \u201cQuan Yu nell\u2019epoca dei \u201cTre Regni\u201d (220 &#8211; 280 d.c.). Nel Fat Ka, cos\u00ec come nelle altre arti marziali derivate da quella Shao Lin, oltre alle armi suddette, si studiavano anche quelle in uso presso i bonzi di Shao Lin, come i coltelli dagli otto tagli, i \u201ccha\u201d, sorta di piccoli tridenti, i \u201cpiao\u201d minuscoli dardi a forma di stella, nonch\u00e8 il celebre bastone a \u201ccoda di topo\u201d, nel maneggio del quale i monaci erano ritenuti imbattibili.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"168\" height=\"300\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tridente-9-code.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1121\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>Nell\u2019arsenale del Choy Lee Fut comunque sono presenti un vasto numero di armi ed attrezzi non convenzionali, come appunto catene piombate e fruste a segmenti d\u2019acciaio. Queste armi, un tempo utilizzate dalle guardie del corpo dei personaggi in vista per colpire eventuali attentatori tra la folla, vennero adottate dai membri delle societ\u00e0 segrete in ragione della loro facile occultabilit\u00e0.<br>Anche lo studio sistematico di oggetti d\u2019uso quotidiano trasformati in strumenti letali, frequente nel Choy Lee Fut, era una pratica caratteristica delle organizzazioni sovversive cinesi. <br>Altre, particolarmente efficaci erano i falcetti, i bastoni per piantare i tuberi (kuai) ed i correggiati per la battitura del riso (seon cit quan). Armi, che gi\u00e0 adottate nel Fat Ka, sono tutt\u2019oggi presenti nel Choy Lee Fut.<br>Particolari della scuola fondata da Chan Heon furono, invece due caratteristici strumenti: il ventaglio pieghevole e la panca. Nel Choy Lee Fut esistono due tipi di ventaglio usati per il combattimento: uno \u00e8 quello comune, l\u2019altro ha le stecche in acciaio e pu\u00f2 arrivare a pesare oltre il kilogrammo. Le tecniche con queste armi sono velocissime e potenti. Nell\u2019ambiente del Kung Fu, spesso il Choy Lee Fut viene definito \u201clo stile dei ventagli\u201d, in riferimento alla sua tipica arma.<br>La panca, gi\u00e0 nota, come oggetto contundente dalle innumerevoli possibilit\u00e0 di maneggio, attraverso le scene d\u2019azione del teatro cinese, divenne una vera e propria arma quando Chan Heon ne stabil\u00ec i criteri fondamentali d\u2019impiego nell\u2019attacco e nella difesa. Apparentemente poco agevole da utilizzare in combattimento, la panca pu\u00f2 dimostrarsi, se sapientemente impiegata, insospettabilmente adatta a qualunque tipo di tecnica.<br>Chan Heon mor\u00ec il 20 agosto del 1875, lasciando l\u2019eredit\u00e0 del sistema al suo primogenito \u201cKun Pak\u201d.<br>Attualmente il Choy Lee Fut, pur essendo stato riunificato, per decisione unanime dei vari capiscuola riunitisi in Hong Kong in occasione del convegno mondiale nel 1979, resta a tutt\u2019oggi uno stile diviso in tre grandi lignaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre responsabili preposti alla sua diffusione sono oggi Il Gran Maestro Wong Gong, per la scuola \u201cHung Shing\u201d; il Gran Maestro Chang Chiu Yiu, per quella \u201cPak Shing; ed il Gran Maestro Loo Kee, per la scuola \u201cH\u00fcng Shing\u201d.<br>Da questi e per essi stessi, il maestro Isidoro Li Pira, facente parte della 5\u00b0 generazione depositaria, ha attinto diventando loro discepolo diretto, ed insegna per la salvaguardia dello stile nella sua pi\u00f9 pura integrit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Loo-Kee.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1124\" width=\"175\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Loo-Kee.jpg 233w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Loo-Kee-80x80.jpg 80w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Loo-Kee-36x36.jpg 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><figcaption>G.M\u00b0 Loo Kee<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tsang-Chiuyu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1123\" width=\"159\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tsang-Chiuyu.jpg 634w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tsang-Chiuyu-300x291.jpg 300w, https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tsang-Chiuyu-36x36.jpg 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px\" \/><figcaption>G.M\u00b0 Tsang Chiu Yiu<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"164\" height=\"213\" src=\"https:\/\/iacma.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Wong-Mingsan.jpg\" 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